Sei nel backstage del teatro. L'aria odora di resina e legno vecchio. Apri la custodia dello strumento e... panico. Il tuo spartito solista, quello con tutte le tue annotazioni a matita, è sparito! Senza quello, il passaggio difficile nel terzo tempo è un salto nel vuoto. Cosa fai? [[Corri a cercarlo: Ti ricordi di averlo lasciato nel bar della scuola di musica stamattina. Se corri, potresti farcela, ma rischi di arrivare in ritardo per l'accordatura generale.->vai al bar]] [[Chiedi aiuto a "Puntiglioso" Marco: Il tuo compagno di leggio ha una copia, ma è un tipo competitivo e potrebbe darti quella sbagliata o distrarti apposta.->chiedi a Marco]] [[Improvvisa: Sei un talento, no? Decidi di scaldarti e ripassare a memoria, sperando che la pressione non ti faccia dimenticare le note.->vai a memoria]]Arrivi al bar col fiatone. Lo spartito è lì, macchiato di cioccolata ma leggibile. Mentre torni, senti un rumore metallico: l'ascensore del teatro si è bloccato e dentro c'è il Maestro Tirannos che urla come un ossesso! [[Cerchi di aiutare il Maestro a uscire (facendo tardi al concerto, ma salvando il capo).->in ritardo]] [[Fai finta di nulla e scappi sul palco. Se il Maestro non arriva, dirigerà l'assistente, che è molto più calmo.->vai sul palco]]Marco ti sorride in modo strano e ti passa dei fogli. Mentre inizi a suonare, ti accorgi che ha cambiato le tonalità con la matita! Se segui i suoi appunti, l'orchestra sembrerà un branco di gatti randagi che litigano. [[Ti fermi e lo affronti davanti a tutti durante le prove.->cambio tonalità]] [[Cerchi di ignorare i segni a matita e suoni "a orecchio", seguendo il resto dell'orchestra.->a orecchio]]Sei sul palco. Le luci sono accecanti. Il pubblico è in silenzio. Arriva il tuo assolo... e per un attimo il cervello è vuoto. Un buio totale. [[Inventi una melodia jazz sul momento. Magari nessuno se ne accorge?->jazz]] [[Guardi fisso il violoncellista di fronte a te e cerchi di "leggere" il ritmo dai suoi movimenti per rientrare.->violoncello]]Usi lo spartito sporco di cioccolata per fare leva sulla porta dell'ascensore. Il Maestro esce furibondo ma ti guarda con rispetto. Arrivate in scena insieme: lui è spettinato, tu sei sudato, ma l'intesa tra voi è d'acciaio.L’assistente prende la bacchetta. È giovanissimo e terrorizzato, ma la sua energia vi contagia. Suonate con una libertà che non avevate mai provato sotto la tirannia del Maestro.Scoppia un bisticcio sussurrato tra i leggii. Il primo violoncello vi zittisce con un’occhiataccia, ma il Maestro nota la tua grinta e decide di darti ancora più spazio. Marco, imbarazzato, suona per il resto della serata con il broncio, ma... soprattutto... pianissimo.Ti affidi al tuo istinto. Chiudi gli occhi e senti le vibrazioni della sezione dei fiati. Suoni le note più pure della tua vita perché non stai guardando la carta, ma stai ascoltando l'anima dell'orchestra.Il Maestro sgrana gli occhi, ma il pubblico pensa che sia un’interpretazione moderna e geniale. Crei un momento magico e fuori dagli schemi che rompe la rigidità della musica classica.Ti riagganci al ritmo come un naufrago che afferra un salvagente. La tua concentrazione è tale che ogni nota vibra con un’intensità perfetta.